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Nel cuore di Internet

email, siti web, social-network e tutto ciò che la rete offre funziona grazie ai DataCenter.

Quando siamo collegati a Internet, quello che leggiamo, visualizziamo, scarichiamo o commentiamo vive in una “nuvola” di infrastutture, sparsi per il pianeta, le nostre mail potrebbero essere a Milano, le foto a Seattle, i video a Londra, il blog in un paesino sperduto di qualche provincia Americana.

Nei DataCenter sono custodite le mail, le domande e le risposte a yahoo-answer, i post al nostro blog preferito, le immagini, i contatti, le canzoni, i video. Di questi edifici anonimi e senza personalità spesso ci accorgiamo solo quando non funzionano, o meglio quando la posta elettronica o il nostro sito web non sono raggiungibili.

Questi silenziosi servitori della rete stanno assumendo un ruolo sempre più importante, vengono progettati per servire le richieste di milioni di utenti nel medesimo istante e nel minor tempo possibile. Sempre di più esigiamo la massima potenza, ma al prezzo più basso di energia e risorse impiegate.

 
Se proviamo ad avvicinarci ad uno di questi sterili edifici di cemento, all’esterno noteremo una considerevole presenza di telecamere, generatori, cavi e tubi, per accedervi occorre superare un sistema di riconoscimento biometrico e una volta all’interno troveremo accerchiati, centinaia di armadi di ferro, pieni di server e cavi, il freddo ci avvolge e con lui il rumore monotono delle ventole di raffreddamento.
L’aria all’interno circola in modo composto e ordinato, esce dal pavimento fredda, aspirata dai server dalla parte frontale, viene convogliata all’interno della macchina, per uscire sul retro ben più calda, sarà catturata da aspiratori che la portano verso l’alto e quindi all’esterno dell’edificio. Aria fredda e calda non si devono mai incontrare.
Ben nascoste troviamo le torri di raffreddamento, le batterie per i black-out elettrici, le condutture per i sistemi antincendio.
La “Nuvola” è composta da migliaia di questi edifici. A Chicago è da poco stato inaugurato un centro di 65 mila metri quadrati. La richiesta di queste strutture è cresciuta in di 4 volte negli ultimi 5 anni, basta pensare a quanto di più utilizziamo servizi web, posta elettronica, smart-phone, e console per giocare online, tutto viene servito da sistemi che non si fermano mai, e possono sopravvivere ai black-out anche per decine di giorni consecutivi.

Oggi invece di acquistare i software, i server e gli esperti per installarli e configurarli, le aziende possono usufruire dei servizi di Software a richiesta, che sono già pronti da utilizzare e disponibili, pagare per il loro reale utilizzo nel tempo, sapendo che il livello di qualità fornito è elevato e democratico.

I modelli commerciali basati su internet hanno anche essi aumentato la necessità di data center, si pensi a youtube, flickr, facebook stessa ad esempio, i suoi 200 milioni di utenti hanno caricato nel network quasi 15 miliardi di foto, solo cinque anni fa questo sito si trovava su due server sotto la scrivania del suo creatore, oggi invece occupa un infinità di server in centinaia di datacenter sparsi per il pianeta, sempre più vicini agli utenti, per ottimizzare le risorse e la velocità di utilizzo.

Qualche anno fa le cose su internet si aspettava qualche secondo per ottenere una risposta, oggi la stessa operazione avviene in qualche centesimo di secondo, si calcola che un ritardo di 100 millisecondi sulle transazioni, riduce per Amazon le vendite dell’1%.

Tutto questo ha però un prezzo, si stima infatti che la “nuvola” utilizzi il 2 % dell’elettricità mondiale, per contro se dovessimo spostarci con qualsiasi mezzo, per reperire la stessa quantità di informazioni, sarebbe molto più dispendioso e forse impossibile da realizzare nel medesimo tempo.

I produttori di server sono comunque impegnati nel creare macchine che consumano meno e necessitano di meno energia per essere raffreddati. Raffreddare un sistema infatti costa tanta energia quanto quella che si usa per tenerlo in vita.
La temperatura dei datacenter è costantemente mantenuta intorno ai 15 gradi, anche se sistemi di raffreddamento già si adattano al reale utilizzo richiesto dalla struttura.
L’energia è dunque la risorsa più costosa, e per questo la “nuvola” si sta spostando! Si stanno sviluppando datacenter modulari montanti su container, blocchi di tecnologia che possono essere trasportati e messi in funzione in poco tempo, per occupare le aree dove l’energia costa meno.
Siamo quindi entrati nell’era di internet e delle infrastrutture informatiche intese come servizio, al pari di acqua potabile, energia elettrica, gas metano, e telefono, e i datacenter di certo non saranno delle celebrità, ma ne sentiremo parlare tutti un pò più spesso. 


Tratto da L'Internazionale n° 812
Autore: tom Vanderbilt - http://tomvanderbilt.com