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vSphere

vSphere

ovvero, per i comuni mortali, la nuova versione della Virtual Infrastructure

Sono passati ormai 10 anni da quando una sconosciuta società californiana lanciò un prodotto destinato di lì a poco a cambiare completamente la logica delle infrastrutture informatiche.

Il prodotto si chiamava Workstation 1.0 e l’azienda era la VMware di Palo Alto.

Con soli 2,9 MB si introduceva un concetto fino a quel momento destinato solo ai Mainframe ed alle macchine high level, potevamo eseguire un Sistema Operativo all’interno di un altro.

All’inizio il prodotto era destinato a sviluppatori, che potevano testare i propri prodotti senza dover distruggere ogni volta i propri pc, ma ben presto tutti capirono le grandissime potenzialità di quell’idea.

Il resto è storia recente, VMware è leader indiscusso delle tecnologie di virtualizzazione e in questi giorni ha presentato la quarta generazione della sua Virtual Infrastructure.

Ma quali sono le novità introdotte da questa release?

Le novità sono tante, il concetto è diventato quello del Cloud Computing (anche se in verità, già la Virtual Infrastructure 3 lo introduceva) ovvero considerare l’infrastruttura come un insieme distribuito di risorse, la “nuvola” (Cloud), dove far girare i servizi destinati agli utenti finali.

Inoltre è stato introdotto vApp, ovvero un sistema capace di analizzare le applicazioni che girano nel Data Center, e aggiungere risorse o spostare le VM (Virtual Machine) per rispettare SLA (Service Level Agreement) precedentemente impostati.

Per quanto riguarda la disponibilità delle VM, oltre ai già conosciuti vMotion, Storage vMotion e HA, hanno visto la luce:

· VMware Fault Tolerance, che permette di avere una copia esatta della VM, sincronizzata al bit, su un altro nodo, per garantire continuità di servizio anche in caso di Fault Hardware

· VMware Data Recovery che è l’evoluzione del non particolarmente amato VCB.

Un’altra importante novità (VMsafe) è stata ottenuta grazie al rilascio di alcune API per ESX, che consentiranno ai produttori di software antivirus di ispezionare tutte le chiamate dalle VM al layer di virtualizzazione eliminando la necessità di installare agenti antivirus all’interno delle stesse.

Altre interessanti modifiche sono arrivate dalle capacità dell’hardware virtuale, infatti le VM su vSphere potranno avere fino a 8 vCPU e 256GB di Ram.

A questo punto speriamo di provarlo appena possibile!!!

(il prodotto sarà disponibile nel secondo quarto del 2009)